Il coraggio
di cambiare

Nelle ultime settimane sui media ticinesi
sono usciti diversi articoli e comunicati stampa dove alcuni rappresentanti della politica locale sbattevano la porta al proprio partito con un identico denominatore comune: il non riconoscersi più nella sua linea o nei suoi principi.

Ora, lungi da me fare di tutt’erba un fascio. Penso però che occorra andare più a fondo per capire le vere ragioni di questo sbatter di porte.
Comincerei facendo una considerazione di natura generale sul ruolo che dovrebbe avere la politica.
Viviamo in un’epoca in cui il sistema democratico è motivo di orgoglio. Praticamente quasi ogni anno, fra quelle cantonali, federali e comunali, si tengono elezioni. Ma è ormai chiaro che per alcuni esponenti della politica è molto più facile fare promesse elettorali o proporre improbabili soluzioni ai problemi seri con frasi ad effetto o slogan semplicistici, piuttosto che affrontarli per quello che sono.

Far riemergere e riconoscere il ruolo della politica deve essere oggi un obiettivo fondamentale per tutti coloro che ne denunciano l’assenza, l’evidente inadeguatezza e il progressivo sgretolamento.

Ma come muoversi in un contesto ostile per chiunque abbia l’ambizione di ridare credito alla politica? Come distanziarsi da toni sempre più accesi e modi sempre più volgari in un ambiente nel quale su ogni argomento le fazioni si scontrano quotidianamente? Come dare forma ad una posizione alternativa di una politica fatta di riflessione, di competenza e di buon gusto, oltre che di modi consoni al ruolo istituzionale che le spetta?

Si può. Si può, se la politica torna centrale, importante e riconosciuta. Si può, se smette di ridurre tutto a personalismi e di essere impermeabile a ciò che la circonda.

La politica deve ragionare su valori importanti quali la condivisione, l’etica, la competenza e la coerenza. Ognuno di noi non può e non deve dimenticare mai questi valori che sono alla base del vivere comune.

La politica ha oggi l’obbligo di essere all’altezza della complessità nella quale è chiamata ad agire, e di riflesso lo devono essere le persone che ne vogliono essere i protagonisti.

Ritornando, ahimè, ai problemi nostrani, abbiamo visto nelle ultime settimane da parte degli attori locali addurre ragioni di natura filosofica o di principio per motivare le proprie scelte di rottura.
In realtà, probabilmente le separazioni sono state causate da problemi di “poltrone” o di semplice potere per interessi individuali, che niente hanno a che fare con il bene comune.

Ebbene, vorrei invitare i partiti politici ad avere coraggio. Coraggio di basare le scelte dei loro rappresentanti su valori quali competenza, onestà, coerenza e trasparenza, oltre che su modi di comportamento degni del ruolo istituzionale e di responsabilità che la politica sempre deve ai suoi cittadini. I partiti non abbiano paura di cambiare e rinnovarsi se questi principi sono rispettati, poiché il tempo darà loro ragione.

Giovanni Zürcher
Presidente Commissione della Gestione
Coordinatore della commissione cerca

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